mercoledì 29 ottobre 2014

Crema di melanzane. Light

Se vi va qualche cosa di sfizioso, light ed allo stesso tempo molto facile vi propongo
questa crema di melanzane.
Un piatto perfetto anche come antipasto per stupire i vostri ospiti e proporre
anche a loro la cucina light ... sempre molto gustosa.
Per una persona



  • 2 melanzane nere
  • i philadelphia light piccolo
  • basilico
  • olio evo
Laviamo le melanzane e le mettiamo in forno ventilato a 180° per mezz'ora.
Una volta cotte le lasciamo freddare. Le apriamo a metà e scaviamo la polpa con un cucchiaio.
Mettiamo la polpa con del basilico nel frullatore e la crema è pronta.
Un cucchiaino d'olio, se volete, arricchirà il sapore e dei crostini saranno il giusto contorno.
Ottima da portare in ufficio.

Michael Franks - "Eggplant"




venerdì 24 ottobre 2014

Peperoni ripieni di cous cous. Ricetta light

Ho un po trascurato i peperoni.
Sono tra i frutti più buoni dell'estate e quest'anno li ho cucinati molto poco.
Corriamo ai ripari!

In Ottobre i più buoni sono senz'altro quelli tondi.
Perfetti, fra l'altro, da fare ripieni.
Ho pensato di farcirli di cous cous ed uovo sodo: un piatto unico light
ed anche facile da portare al lavoro per il pranzo.
Per 3 peperoni
  • 3 peperoni tondi
  • 30/40 gr di cous cous
  • 1 uovo sodo
  • 6/7 pomodorini
  • olio evo
  • basilico, prezzemolo, origano, pepe

Sono molto facili.

Prepariamo l'uovo sodo.
Puliamo i peperoni aprendoli dall'alto, teniamo da parte il picciolo e li mettiamo in una teglia foderata di carta forno.


In una ciotola mettiamo il cous cous con qualche cucchiaio di acqua, i pomodorini tagliati finissimi e l'uovo sodo  a dadini.
Ho condito con un cucchiaino da caffè di olio, sale aromatizzato, pepe, origano, prezzemolo e basilico. Anche dell'aglio tritato potrebbe essere tra i condimenti. Io non lo amo molto.

Riempiamo i peperoni ed aggiungiamo due cucchiai di acqua ciascuno. 
              Copriamo con il picciolo e mettiamo in forno a 180° per mezz'ora.


So che questi non sono peperoncini piccanti, ma l'accostamento è troppo facile!
 E poi li adoro tanto quanto i peperoni.
Red Hot Chili Peppers - "By The Way"


sabato 18 ottobre 2014

Gamberoni alla paprica su letto di orzo, mango, rucola e finocchio. Light finger food

Mi piace sempre cimentarmi in un finger food.
Le giornate e le serate, almeno a Roma, sono ancora bellissime e ispirano
dei piatti perfetti per una serata in compagnia.
Questo finger food è veramente molto light e facile da preparare.
Se poi facciamo dei quattro gamberoni un'unica porzione diventa un perfetto piatto unico.
Per 4 bicchierini o una porzione
  • 4 gamberoni freschissimi
  • Orzo perlato 50 gr
  • Rucola 50 gr
  • Mango 100 gr
  • Finocchio: uno spicchio
  • Yogurt 0% di grassi: 1/2 vasetto
  • Paprica  ed olio evo
Qualche ora prima di servire sgusciamo i gamberoni e li mariniamo nello yogurt insaporito dalla paprica. Copriamo con la pellicola e lasciamo in frigo per qualche ora.


Nel frattempo possiamo preparare l'orzo perlato.
Lo facciamo bollire per 20 minuti. Scoliamo e mettiamo da parte.




Tagliamo finissima la rucola ed affettiamo a dadini piccolissimi il mango ed il finocchio.
Condiamo con sale, pepe ed un cucchiaino di olio evo.



Quando vogliamo mangiare, scoliamo i gamberoni e li grigliamo a fuoco vivo.

Per la preparazione di ciascun bicchierino ho messo un primo strato di orzo, ho aggiunto l'insalatina ed ho coronato con un gamberone.






Per un buon accompagnamento della nostra serata.
Bellissima.
Saint Motel - "My Tipe"


giovedì 9 ottobre 2014

Zuppetta light di cozze e ceci


Un piatto facilissimo ricco di sapori e profumi mediterranei.
Cozze e ceci in una zuppetta piccantina e profumata di finocchio e basilico.
I ceci li adoro e le cozze in questa stagione sono veramente buonissime!
Un piatto unico semplice, un po rustico e di grande gusto.
La zuppetta per una persona
  • Ceci lessati gr 250
  • Cozze gr 200
  • 4/5 pomodorini
  • Brodo vegetale
  • Peperoncino, cipolla, aglio
  • Olio evo
  • Un mazzetto di finocchio, basilico, prezzemolo
Ho tenuto da parte qualche cucchiaio di ceci ed ho messo la gran parte a finire la cottura nel brodo vegetale con abbondante peperoncino, poca cipolla affettata sottilissima, uno spicchio di aglio ed i pomodorini tagliati a dadini.

Per addensare ho passato gli altri ceci nello schiacciapatate e li ho uniti alla cottura.
Passiamo poi a pulire le cozze e le facciamo aprire in una padella con coperchio. Possiamo aggiungere un po di acqua di cottura ben filtrata al brodo: la nostra zuppetta sarà più gustosa.


Prepariamo un trito sottile con il mazzetto di aromi profumati.


Il tempo totale di cottura sarà di 30/40 minuti.
Finiamo aggiungendo il trito ed un cucchiaino da caffè di olio.
Non ho messo sale, le mie cozze e la loro acqua di cottura erano abbastanza salate, è sempre meglio controllare e decidere a fine cottura.

Ho parlato di profumi e sapori mediterranei.
Come accompagnamento musicale a questo piatto vi propongo la colonna sonora del film "Mediterraneo".
Musiche di Giancarlo Bigazzi e Marco Falagiani


sabato 4 ottobre 2014

Petto di tacchino al melograno. Light


L'altro giorno ero a Campo di Fiori (Roma) ed ho preso 
una spremuta di melograno. Che buona ....
Ho pensato che dovevo condividere con tutti voi questa delizia,
un frutto simbolo dell'Autunno, e così ho creato questo piatto molto magro e gustosissimo.
Per una persona
  • 150/200 gr di petto di tacchino
  • Un melograno 
  • Qualche foglia di salvia
  • Olio evo
E' una ricetta dalla preparazione molto semplice. 
Non avendo lo spremitore che utilizzano a Campo dei Fiori ho utilizzato uno  schiacciapatate per estrarre il succo della melagrana sgranata.
Con lo spruzzatore d'olio ho unto, pochissimo, una padella antiaderente. Ho scaldato bene ed ho messo a rosolare sui due lati il petto di tacchino.
Ho salato ed aggiunto il succo di melograno con due foglie di salvia.

Cuociamo a fuoco vivo e quando il succo si è ristretto il tacchino è pronto.

Una spolverata di pepe coronerà perfettamente il nostro piatto.



Un rosso relativo, non sempre intenso,  come quello della melagrana.
Tiziano Ferro - "Rosso relativo"
E poi vorrei lasciarvi anche questa bellissima "Ode alla melagrana" di Federico Garcia Lorca

È la melagrana profumata
un cielo cristallizzato.
(Ogni grana è una stella
ogni velo è un tramonto.)
Cielo secco e compresso
dalle unghie del tempo.
La melagrana è come un seno
vecchio di pergamena,
e il capezzolo si è fatto stella
per illuminare il campo
È un’arnia minuscola
col favo insanguinato,
e le api l’hanno formata
con bocche di donne.
Per questo scoppiando ride
con porpore di mille labbra…
La melagrana è un cuore
che batte sul seminato,
un cuore sdegnoso
dove non beccano gli uccelli,
un cuore che fuori
è duro come il cuore umano
ma dà a chi lo trafigge
odore e sangue di maggio.
La melagrana è il tesoro
del vecchio gnomo del prato,
quello che parlò con la piccola Rosa,
nel bosco solitario.
Quello con la barba bianca
e il vestito rosso.
È il tesoro che ancora conservano
le verdi foglie dell’albero.
Arca di pietre preziose
in visceri di oro vago.
La spiga è il pane. È Cristo
in vita e morte rappreso.
L’olivo è la costanza
della forza e del lavoro.
La mela è il frutto carnale,
sfinge del peccato,
goccia di secoli che tiene
i contatti con Satana.
L’arancio è la tristezza
delle corolle profanate,
così diventa fuoco e oro
ciò che prima era puro e bianco.
Le viti sono la lussuria
che si coagula nell’estate,
e da esse la chiesa ricava,
benedetto, il santo liquore.
Le castagne sono la pace
del focolare. Cose d’altri tempi.
Crepitare di vecchi legni,
pellegrini smarriti.
La ghianda è la serena
poesia del passato,
e il cotogno d’oro debole
la pulizia della salute.
Ma la melagrana è il sangue,
sangue sacro del cielo,
sangue di terra ferita
dall’ago del torrente.
Sangue del vento che viene
dal rude monte graffiato.
Sangue del mare tranquillo,
sangue del lago dormiente.
La melagrana è la preistoria
del sangue che portiamo,
l’idea di sangue, chiuso
in globuli duri e acidi,
che ha una vaga forma
di cuore e di cranio.
O melagrana aperta, tu sei
una fiamma sopra l’albero,
sorella carnale di Venere,
riso dell’orto ventoso.
Ti circondano le farfalle
credendoti un sole fermo
e per paura di bruciarsi
ti sfuggono i vermi.
Perché sei la luce della vita,
femmina dei frutti. Chiara
stella della foresta
del ruscello innamorato.
Potessi essere come sei tu, frutto,
passione sulla campagna! 

         
 Federico Garcia Lorca , Canzone orientale (Cancion oriental,1920) da  Libro de poemas, 1921